sexta-feira, 28 de novembro de 2014

Pietà - Giovanni Monopoli



Giunte mani orano,
pieghe di sogni tra le affusolate dita,
la tristezza lacera il tempo, il mendicare
con litanie nel cielo a veleggiare.

Arrossati occhi,
da socchiuse palpebre lacrime a scendere
su labbra spente, dischiuse alla parola
negli intrecci di vita d’albe nascenti
tra le nubi vaganti con filigrane a specchio,
con nebbie a circondare il costato.

Pietà,
l’umile chiedere nell’infausto cerchio,
preghiere ascoltare nei deserti del cuore,
un velo, delicati momenti a coprire
su linee marcanti spento viso... pioggia
scivolata nelle fredde notti a venire.

Tremula la voce, l’annodare,
soffusa si divincola con sguardi calpestati
tra le mancanti armonie dell’esistenza
nei soffi di perduto amore... pietà,
si pietà
per l’essere legato al petto dei sospiri
nell’incredulo mondo che resta a guardare...
l’ultima speranza.


Giovanni Monopoli

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